Cornice intelligente

Artigianato creativo. Tutti pazzi per la cornice istantanea

Si chiama Tonki ed è un foglio di cartone piegato e avvolto nelle proprie istruzioni
In pochi passaggi si monta e si trasforma in un quadro da appendere.

di Giulia Cimpanelli

Da un pezzo di scatolone usato come cartello per fare l’autostop a migliaia di cornici riciclate, prodotte e vendute in tutto il mondo ogni giorno. Una startup con una storia bizzarra nata per caso in un pomeriggio londinese, come spiegano i fondatori Alessandra Renis e Ruggero Frigoli: «Era il 2012, volo super economico, zaino in spalla e via per fare una sorpresa alla mia fidanzata, che viveva a Londra — racconta Ruggero -—.Mi piace fare l’autostop: recupero un pezzo di cartone e ci scrivo “147 Kilburn High Rd”. Finalmente si ferma un camionista che mi porta a destinazione». Arrivato da Alessandra decide di regalarle quel pezzo di cartone, come ricordo. Lei attacca sopra una loro foto e lo appende in camera: «Da lì a poco avremmo dovuto decidere un nome per questo oggetto e la nostra vita non sarebbe più stata la stessa». Ma che cos’è Tonki? È un foglio di cartone piegato e avvolto nelle proprie istruzioni. In pochi passaggi si monta e si trasforma in un quadro da appendere con una foto o un’immagine stampata. Tonki è un prodotto semi-artigianale che passa per diverse mani prima di arrivare a destinazione: «Per questo motivo e per garantire uno standard di qualità, abbiamo deciso di seguire direttamente tutto il processo di produzione».

La produzione a Brescia

Dopo una partenza in sordina, un anno fa i due fidanzati sono riusciti ad aprire in provincia di Brescia il loro centro di produzione, dove oggi realizzano fino a 1.500 Tonki al giorno: «Siamo riusciti ad arrivare fin qui senza accettare investimenti e quindi senza dover cedere quote societarie. Abbiamo passato quasi tutto il primo anno a preparare business plan, presentazioni e ad incontrare investitori, ma non è mai scattata la scintilla. A due anni di distanza credo sia stata una fortuna perchè siamo andati oltre ogni miglior aspettativa».

Una cornice personalizzata

Il canale di vendita principale è il sito tonki.com, dove chiunque può caricare le proprie immagini e ricevere a casa le cornici in pochi giorni: «Visti i numerosi contatti abbiamo iniziato a spingere anche il canale offline: brand, agenzie di comunicazione e architetti vedono in Tonki un modo nuovo e originale per comunicare con le immagini, allestire i propri spazi, fare regali ai propri clienti o creare attività social e viral». In meno di tre anni la coppia è passata dall’idea alla vendita di centinaia di migliaia di pezzi: «In Italia produciamo i Tonki per l’Europa e in Canada quelli per il mercato nord americano. Abbiamo chiuso il 2015 con più di 60 mila Tonki venduti in Europa, triplicando i numeri dell’anno scorso». In questo momento Tonki Italia conta cinque dipendenti più parecchi collaboratori. Per i due fondatori, però, l’obiettivo 2016 è quello di raddoppiare la struttura.