Il delivery dà speranza, ma non rappresenta il futuro per i ristoranti: anti-economico, poco ecologico, assenza delle caratteristiche principali di un ristorante, dall’ambiente alla socialità che lo caratterizza, il cibo a domicilio non è la soluzione.

Così com’è impostato oggi, il sistema non regge. Lo dice a chiare lettere Vincenzo Ferrieri, imprenditore a capo di CioccolatItaliani e presidente di Ubri, l’Unione brand della ristorazione nata all’indomani del lockdown e alla quale hanno aderito le principali società che sviluppano format di ristorazione (messi assieme, gli 11 soci fondatori contano 400 locali e occupano 3.300 dipendenti).

“Il delivery è esploso – riconosce Ferrieri – ma quasi tutti stiamo girando a margine zero. Le commissioni versate alle società di gestione sono aumentate dal 25 al 35% nel giro di poco tempo e se va avanti così, rischiamo di trovarci a pagare il 40%, una quota che non ci permette di guadagnare e di fare investimenti”.

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